Io cammino muovendo le dita
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Nicola Campogrande
Io cammino muovendo le dita
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Descrizione:

  • Pagine: 8
  • Pubblicazione: 21.11.2025
  • Durata: 5:00
  • Dimensioni: 250 x 320 mm
  • Peso: 72 g
  • Genere: Musica classica, Musica classica moderna
  • EAN: 9790004191293
Prima: Sapporo/Giappone, Concert Hall, 18 gennaio 2026
Commissionato da Francesca Dego in memoria del padre Giuliano e dal CIDIM Comitato Nazionale Italiano Musica


Per me la composizione è sempre stata soprattutto un gioco di mosaici. Mi piace l'aspetto artigianale, costruttivo, architettonico. Ma quando mi chiedono di spiegare il meccanismo, di svelare il segreto del mio lavoro, non posso farlo. Alcuni musicologi lo hanno fatto e mi hanno presentato analisi sorprendenti delle mie partiture, mostrando come i rapporti tra le sezioni, le armonie, la disposizione delle melodie seguano un certo sistema con una sua logica, un insieme di regole e di procedure. Non me ne rendo conto, però, perché per me comporre rimane un gesto intuitivo in cui orecchio e cervello si collegano ogni giorno e poi mettono in moto la matita.

Per iniziare un pezzo, però, devo essere emozionato. Non perché voglia "esprimermi attraverso la musica" - quello lo lascio agli esecutori - ma perché questo gioco di mosaici, il Lego della composizione, funziona solo se all'inizio c'è un certo brivido. Spesso si tratta di un'immagine, a volte di una storia, a volte di un interprete di cui conosco l'atteggiamento, le capacità e lo spirito. E poi ci sono casi in cui l'emozione nasce dall'incontro con un testo, da parole che mi colpiscono intuitivamente e istantaneamente, depositandosi nel mio cuore e quasi implorando di essere espresse attraverso un brano musicale.

Questo è stato il caso di Io cammino muovendo le dita. Il brano, infatti, non esisterebbe se Francesca Dego non mi avesse fatto conoscere una meravigliosa poesia di suo padre Giuliano, che contiene ritmo, bellezza, intensità e - se la si legge con attenzione - anche qualcosa che assomiglia a una piccola storia. Non posso che esserle grata, profondamente grata. E ora spero che qualcosa arrivi anche alle vostre orecchie.

(Nicola Campogrande, settembre 2025)

Legatura: spillata